I perbenisti del 2000

Non è un fenomeno, ma più che sia una malattia che si sta abbattendo sulla sfera social, come la piaga delle cavallette in Egitto.

Prima di tutto chiariamo cosa vuol dire perbenista, una persona che ha una condotta ispirata all’ipocrisia, ossia che pretende di avere delle qualità o dei comportamenti che non ha.

Perché Gordon Ramsay è così amato? Perché è sfacciato, ti penetra in testa con il suo realismo. Non ci sono filtri tra le sue parole. E poi è bravo a far scena.

Perché la cucina è un mondo difficile, una realtà per pochi? Perché è un mondo di assoluti, le parole non valgono una ceppa, ci sei te e la tua abilità. Dicono che i cuochi, quelli veri, non le buffonate di “Mastercief”, hanno un carattere difficile, sono duri da gestire. Il cuoco, e io lo so bene, non può essere ipocrita, gli ordini, o li hai evasi o la gente non mangia; la pulizia, o è stata fatta o chiudi, se sbagli; ti cazziano, dal cameriere, al cliente e per finire il titolare.

Ma questo è bello vederlo in TV, in realtà alla gente piace la vita facile, il comfort portato dalle false verità. E chi meglio di un cuoco può vedere e disprezzare questo comportamento?

In passato, prima dell’avvento di internet, potevi presupporre che ci fossero stati molti imbecilli lì fuori, ora con i social ne hai la conferma, lì vedi scorrere davanti i tuoi occhi.

Quando entro su Facebook o ancora meglio su LinkedIn, sembra di essere nello zoo dell’ipocrisia. Gente che cerca lavoro per questione di vita o di morte, ma 30 chilometri di distanza sono troppi. Utenti che cercano prodotti “gluten free” e poi non sanno cosa vuol dire la parola celiachia. E quelli che parlano con i paroloni tecnici, sigle e concetti filosofici e poi..? Se non sei daccordo con la loro idea ti scrivono “vaffanculo cretino, sei anche gay”, che sono gli stessi che scrivono PhD di fianco al nome, come se il dottorato fosse parte dell’anagrafe, e nei loro post scrivono “daccordo” o “più meglio”.

Ma forse questa è solo mera ignoranza.

Se ti sposti più in là, trovi i re della foresta, mi riferisco a quelle persone che mettono le faccine piagnucolose per una foto di un cane randagio, ma non hanno mai donato un euro al canile, o peggio spendono centinaia di euro per un cane con il pedigree.

Che poi, grattando il fondo, il pedigree non è una forma di razzismo..?

Se vai verso la fine del percorso trovi quelli che scrivono “amen” nei post che figurano scene di povertà o preghiere per i malati nel mondo, ma nella vita di tutti i giorni non guardano in faccia uno storpio o peggio deridono dei diversamente abili.

Leggendolo così, ti da fastidio no? Ti viene da chiederti “ma cosa sta succedendo nel mondo”?

Semplicemente la società non è più mossa dalla meritocrazia. Si è perso il valore del pensiero, quello che conta è che esprimersi sia facile, per quello hanno messo i simboletti.

Stiamo tornando ai tempi dei Neanderthal ma sono tutti contenti.

Le masse sono addomesticate e felici. Un po’ come Euphoria sul film Interstate 60.  

Naturalmente, chiunque si sente offeso dalle mie parole..mi scriva nei commenti!

Alex S.

 

 

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