Vi devo dire una cosa

Faccio una piccola uscita dal tracciato per rispondere ai molti commenti che ho ricevuto in questi ultimi giorni. Immagino che, su un totale di 1000 lettori al giorno, non tutti si prendano la briga di aggiungere ciò che pensano ai miei pensieri, per fortuna l’1 o il 2% lo fa, dandomi un ottimo feedback e una direzione. Per il restate 98% vi ringrazio di fare parte di questa community e vi chiedo di leggere questo articolo.

Il vero problema è che nei miei articoli io nomino solo eccezioni, punte di diamante, persone che risultano essere l’eccezione alla regola. Questo mi è stato detto dal 2% dei lettori.

Credi sia un pensiero di tutti?

Io non lo so ma di certo ho la risposta all’affermazione che ho ricevuto e ve la do in questo articolo.

Nell’estate del 2009 ho cominciato a lavorare per una piccola impresa di trasporti vicino a casa mia che fatturava meno di mezzo milione di euro l’anno. Era appena passata di generazione, il padre che l’aveva creata era passato a miglior vita e i tre figli hanno dovuto prenderne in mano le redini. Per tre anni ho lavorato per loro, tutti i venerdì sera dalle 19 alle 23 pulivo gli uffici e le officine e ogni venerdì almeno 2 proprietari su 3 erano presenti fino alle 21. Naturalmente, dopo un breve periodo, fai “amicizia” con queste persone e il mio interesse per l’economia e mondi derivati si faceva largo durante le conversazioni. Oggi dopo ben 9 anni questa “piccola media” impresa fattura 50 milioni di euro l’anno e dà da mangiare a 180 dipendenti. Non fa più molti trasporti ma prende in carico perfino appalti statali e ha realizzato (in comune con altre 2 imprese) uno dei più grandi raccordi del Triveneto.

Vi siete accorti che non sto più parlando di Elon Musk o dell’uomo più ricco del mondo? Stiamo osservando una realtà italiana molto comune, la quale potrebbe chiamarsi Diadora (salvata dopo un periodo un po’ nero) oppure potrebbe chiamarsi Texa (azienda nata in Italia nel 1992 che oggi conta più di 9 sedi dagli Stati Uniti al Giappone) o anche Geox (che condivide le radici umili di buone idee e tanta perseveranza).

E non è finita qui, è la storia di un po’ tutti noi, nati da famiglie che hanno fatto tantissimo sacrificio negli anni scorsi, alcune hanno persino dovuto emigrare all’estero (non parlo per sentito dire) e molte di esse stanno facendo grandissimi sacrifici tuttora.

La motivazione dovrebbe essere chiara, è la ricerca del benessere attraverso un’idea e la sua realizzazione con perseveranza e costanza. Nessuno aveva scritto nel documento di nascita di Jeff Bezos: “futuro uomo più ricco al mondo” e neanche veniva da una famiglia degna di nota per le ricchezze accumulate nel passato.

Quello che a me interessa farti capire è che, in realtà, la regola sta che ognuno di noi spinge per arrivare a essere migliore di sé stesso, molti ce la fanno (senza il bisogno di apparire sulla copertina del Times) e pochi (le eccezioni) invece non ci arrivano mai, perché si arrendono prima o usano il loro tempo correndo dietro a sogni facili.

Non ti dico che il percorso è facile, (2 proprietari su 3 il venerdì sera si fermavano fino alle 9 di sera a lavorare) ti dico che è possibile e soprattutto non è l’eccezione. Lavorando con il metodo che sto cercando di condividere con te, la realizzazione che hai sempre visto come eccezione alla regola diventa solo regola e così tutti quanti potrebbero beneficiare.

E poi tutti lo faranno? Lo faranno nelle linee guida che vi sto cercando di dare? Oppure cercheranno di trovare la solita scorciatoia al dovere per cercare il puro piacere senza fatica?

Tutto questo non dipende da me, i miei libri si chiamano Elemento Neutro proprio perché sei tu l’autore del tuo successo e sei tu che dai valore e vita alle mie parole trasformandole in risultato.

Ricordati 2 cose:

  1. Non cercare l’eccezione, sii regola ed avrai cambiato il mondo.
  2. Tu sei l’autore della tua vita.

E non ti dimenticare che tra due settimane esatte esce il mio terzo libro: “riflessioni per superare te stesso”, dove avremo qualche pagina in più per farti riflettere sull’importanza di altre questioni che possono veramente fare la differenza.

L’appuntamento è a domani, qui su Elemento Neutro, per trattare del terzo e ultimo macro fattore che ci porta a superare noi stessi.

Sebastianutti Alex

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