Da non sottovalutare!

Lo avete letto il mio articolo precendente in cui si parla del fallimento del piano A quando si aveva un piano B di riserva?

Vi metto il link alla fine dell’articolo perché ben si collega a questo.

Ma ora andiamo a esplorare una terra emersa da pochi anni, grazie a uno scienziato premio Nobel che cominciò a studiare il bias cognitivo e lo portò a seguito in molte librerie e in molti istituti scolastici, dando così il via a una piccola rivoluzione in materia.

Una parte di questi studi è più vicina a noi, mette in risalto la differenza tra il bias ottimistico contro il bias pessimistico e i risultati che ne sono usciti sono strepitosi!

Sebbene il bias ottimistico o pessimistico non sia una cosa che venga insegnata, la troviamo presente nel cervello di tutti, meridionali e settentrionali, occidentali e orientali. Sono due zone precise del cervello che vengono attivate nel caso in cui la notizia che abbiamo davanti sia positiva o negativa rispetto alla nostra esperienza.

Più stimolante ancora è che nell’esperimento condotto dalla Dott.ssa T. Sharot si dimostra che l’essere umano risponde in modo positivo al bias ottimista e pessimista, aumentando di molto le sue chance di riuscita nel primo caso e aumentando di poco nel secondo caso.

vignetta bias
Questo è il caso del bias pessimistico perché la notizia che riceviamo è negativa rispetto alle nostre aspettative.
vignetta bias2
Questo è il caso del bias ottimistico perché la notizia che riceviamo è positiva rispetto alle nostre aspettative.

L’essere positivo è una caratteristica innata dell’uomo e, malattie a parte, ce la portiamo sempre dietro nel nostro bagaglio giornaliero.

Questo è anche il motivo per cui sbagliamo spesso, sottovalutiamo il probelma attraverso la semplificazione delle difficoltà che possiamo incontrare grazie all’ottimismo.

La stessa cosa si ripropone nel probelma della selezione del piano A e B, inizialmente il piano B ci serve solo per ripiegare, e con il passare del tempo ci abituiamo all’idea che anche il piano B ci potrebbe interessarci e il piano A passa in secondo piano facendo fallire i nostri piani.

Se sei cosciente di questo processo puoi diminuire (ma non eliminare) le chance di arrivare dove hai deciso. Altrimenti puoi leggere la teoria del fallimento del piano A qui!

Buona lettura e a presto!

Sebastianutti Alex

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...