La storia del Pupazzo di Neve

Oggi voglio condividere questa storia con te, leggila tutta perché è breve e sicuramente ti farà riflettere, è una storia vera e come tutte le storie vere ha una morale non trascurabile.

Pochi giorni stavo guardando dei cartoni animati insieme ad una bimba che adoro, non è l’attività che preferisco fare però quando siamo a settembre ma il sole cucina la pelle come fa di solito ad agosto, non è raccomandabile portare la bimba a giocare fuori.
Il cartone animato era tra l’altro fuori stagione: una scimmia vestita da eschimese che giocava con la neve! Pareva quasi che la televisione emanasse della brezza invernale fino a noi seduti sul divano, o forse era solo il condizionatore…

Ecco che il cartone animato è concluso e la bimba mi guarda con degli occhi dolcissimi e mi dice: “Facciamo un pupazzo di neve anche noi?!”

  • Ma amore, dove la trovo la neve a metà settembre con 30 gradi?
  • Tesoro, non si può fare il pupazzo di neve adesso
  • Eh eh furbetta, lo faremo più avanti!

E così tante altre frasi mi sono venute in mente… tutte con la stessa risposta nascosta: no, non lo facciamo.

“Allora lo facciamo anche noi?” mi chiede di nuovo

E cosa dovevo risponderle? Siamo in mezzo al pianura padana con il sol leone che la fa padrone…

“Facciamo cosi amore, aspetti 10 minuti che vedo se riesco a far arrivare la neve, intanto tu ti vesti bene e se arriva ti chiamo e poi facciamo il pupazzo di neve”

Tiro fuori dall’armadio un giubottino per lei e uno per me, un paio di guanti per entrambi ed un paio di berretti, se volevamo fare un pupazzo di neve ci doveva essere del freddo e per cui ci si doveva vestire da inverno.

Dopo 2 minuti esatti il sudore stava grondando che pareva piovesse dalle nostre fronti, per non parlare dei rigoletti che scendevano dalla schiena… e mi vien da pensare, c’è gente che spende fior di quattrini in saune e bagni turchi e guarda quanto facile sarebbe.

Scendiamo in cantina, qualche grado in meno ci fa sembrare in paradiso, ma solo per pochi istanti.

Apro il congelatore e comincio a togliere peperonate, bistecche, patatine fritte, qualche sacco di ghiaccio e qualche vaschetta di gelato assaggiata e poi abbandonata nei meandri del fondo del congelatore per evitare i sensi di colpa di una dieta troppo stretta.

Prendo la mia piccola peste e la metto dentro al congelatore, sorrido, mi armo di  spatola per rimuovere il ghiaccio condensato dalle pareti del congelatore e comincio a grattare.

Come per magia la “neve” comincia a cadere sul fondo del congelatore! Felicissima la raccoglieva verso il centro del piccolo spazio ricavato, spatolata dopo spatolata il fondo si riempe sempre di più e lei aveva già finito di fare la prima palla per fare il busto.
Dopo pochi minuti anche la testa (usando un po’ di fantasia) era sopra al busto e il pupazzo di neve prendeva la sua forma tipica. Certo, non era molto grande, ma con il cappello di Ken e un po’ di mini galleggianti da pesca aveva quasi lo stesso aspetto di quello del cartone animato.

Inutile dire che la felicità sprizzava dai suoi occhi, guardava me e continuava a dire “ecco fatto il pupazzo di neve”.

“Ora che abbiamo fatto il pupazzo di neve possiamo tornare di sopra a giocare con i colori!” (Vorrei ma non ometto il fatto che non avevo pensato alle calzature, per cui abbiamo fatto il pupazzo di neve in infradito).

Prima di raccontarti la morale vorrei darti un consiglio, se mai decidessi di cimentarti in una folle idea come quella che ti ho appena raccontato… invita alcuni amici a mangiare per sera.. e in caso passa a trovarmi.. perché ho circa un paio di chili di carne e giusto una quindicina di porzioni di peperonata pronti per essere mangiati.. non contando quel paio di chili di gelato.. ehm.. frappè.. per dolce…

La morale non è la solita pappardella americana che “tutto è possibile basta volerlo” ma è ben più complessa e comincia dall’attitudine: non voler dire di no ad un opportunità folle che ti si presenta.
Continua poi con la pianificazione dell’idea, dagli strumenti alla realizzazione, sapendo che più tempo ti prendi in questa fase meno variabili avrai in futuro e soprattutto mettendoti il cuore in pace che non tutto è pianificabile al primo colpo, l’esperienza è ottima consigliera ma se non sbagli non impari.
E finisce con la realizzazione della migliore versione dell’opportunità che hai colto e che hai deciso di realizzare, la prova che l’attitudine con la pianificazione può trasformare qualsiasi idea folle in un obiettivo realizzato.

Dopo la fine… c’è e rimane la storia… e la gioia nel raccontarla; far rivere quel momento e condividerlo perché così puoi ispirare l’attitudine delle altre persone e renderle un pochino migliori.

Se è un percorso che ti piacerebbe fare ma non sai da dove cominciare, se vuoi conoscere come migliorare e guidare la tua attitudine e quella delle persone a cui vuoi bene c’è un libro che fa per te e si intitola:

“Sei l’Imperatore della tua Mente”

Non voglio rovinarti la sorpresa svelandoti tutto il suo contenuto ma posso dirti che molti argomenti trattati ti faranno cambiare idea su molti aspetti della tua vita e della possibilità che hai di migliorarla e fare del bene alle persone che hai attorno… dalla piccola bambina coccolosa, al manager d’azienda (meno coccoloso).

Buona lettura e a presto!

Alex Sebastianutti

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