5 falsi miti sulla rabbia

Dopo aver incontrato felicità e paura oggi trattiamo il terzo articolo della collana “falsi miti” e trattiamo forse l’argomento più difficile. Purtroppo la rabbia non è oggetto di una ricerca assidua da parte dei professionisti, e questa mancanza di oggettiva conoscenza ha dato libero sfogo alla fantasia. Un amico psicologo mi ha detto questa frase:

“Se ci si rivolgesse a 5 diversi psicologi per chiedere come imparare a gestire la rabbia probabilmente si otterrebbero 5 risposte diverse”

Forse fa ridere, forse fa piangere, quel che è sicuro è che è meglio conoscere e perciò evitare di cadere in falsi miti che conseguono in comportamenti sbagliati.

1. Scarica la rabbia!

realizzare idee folli

Falso mito fondato sulla credenza che sfogare la rabbia sia benefico, per fortuna la ricerca è chiara in proposito, e oltre a rischiare nell’insorgenza di cardiopatie (Siegman, Hostility, Anger and the Heart, 1994) si può trasformare questa attività in un’abitudine consolidata che porta il soggetto a diventare violento.

2. Allontanati (o scappa)

realizzare idee folli (1)

Alcuni “specialisti” consigliano di allontanarsi dalla situazione per riprendere il controllo su sé stessi. La teoria è valida, il problema pratico è che la mente inizia ad abituarsi a scappare da queste situazioni e non sarà mai in grado di gestirle.

3. Rabbia positiva

realizzare idee folli (3)

Esiste un certo tipo di sentimento/emozione che ti spinge a ottenere di più, è vero; ma la rabbia di per sé è un fattore negativo, soprattutto se viene usata e riproposta nel tempo. La cosiddetta rabbia positiva (o “aver fame” di qualcosa) è spesso mostrata nei film autobiografici di personaggi che grazie alla loro voglia di scavalcare tutto e tutti arrivano all’obiettivo. Ma è veramente una rabbia positiva? (pensate a “Wolf of Wall Street” per esempio).

4. Rivivere il passato

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Spesso ci viene detto di immaginare situazioni passate positive o situazioni dove siamo riusciti a controllare la nostra rabbia e trasportarle mentalmente nel momento in cui siamo. Forse uno psicoterapeuta, in un luogo e in una situazione controllata può fare ciò, ma una personale normale, in un momento di rabbia avrà vita dura a mettere in pratica questo  consiglio.

5. Non è colpa mia (è stato lui)

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Quante volte ci è successo di incolpare qualcuno in un momento di rabbia? Magari potrebbe essere stato il vero motivo scatenante, però dipende sempre da noi la reazione a quel motivo. La rabbia non nasce nelle azioni altrui, nasce nella nostra condizione mentale. Alzare un bicchiere di acqua è un’azione facile, ma se ripetuta cento volte il muscolo comincia a far male; l’azione di alzare il bicchiere è sempre quella, è la tua condizione che è cambiata. Stesso discorso vale per la rabbia.

Sfatati questi 5 miti (che sono poca cosa) vi consiglio si approfondire con questa lettura, basata sull’esperienza di uno dei più famosi monaci buddisti che ha visto la nostra generazione. Di lui io ho già letto e consigliato altri libri, ci trovo sempre delle ottime riflessioni e un’ottima capacità di indicare la via giusta a seconda della nostra esperienza.

Buona lettura!

Alex Sebastianutti

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