Perché cambiare?

Non ti sei mai posto il dubbio che alcune scelte che hai fatto non siano state le migliori? Non ha mai avuto la consapevolezza che ciò che stai facendo non sia il meglio di quello che puoi fare? Perché un po’ tutti noi abbiamo quella persona che conosciamo che ha cambiato vita e un po’ tutti abbiamo l’impressione che anche noi dovremo farlo. E a questo punto nasce spontanea la domanda: perché alcuni sentono il bisogno di svoltare e altri no?

Ti avevo lasciato con questa domanda alla fine dell’articolo precedente e ho anche ricevute alcune risposte dai miei lettori più accaniti. Certamente non è un argomento facile da trattare e spesso si preferisce sorvolare su queste questioni scivolose e dolorose.

La domanda che ti ho posto ha un arcobaleno di risposte possibili, e ognuna a suo modo, come le gocce che compongono l’arcobaleno, è giusta. Questo è il motivo per cui è difficile rispondere senza una buona dose di riflessione.

Cominciamo dal punto che, per quanto un arcobaleno sia formato da miliardi di gocce di acqua, resta pur sempre un arcobaleno; ha un nome, una forma e un perché. Andare ad esaminare ogni goccia è pressoché impossibile, sarebbe un enorme perdita di tempo, come voler riesaminare ogni singolo secondo della nostra vita passata.

In realtà è quello che dovremo fare, perché il motivo per cui alcuni sentono il bisogno di cambiare e altri no viene proprio dall’esperienza personale. Detta così non sembra una rivelazione così importante perché ora dobbiamo scendere nei dettagli per capire quanto possa essere facile o complicato essere consapevoli della nostra esperienza.

La svolta del fondo:

Ti è mai successo di arrivare al punto che non ce la fai più? Quando capisci che oltre a non esserci più trippa per gatti non ci sono nemmeno le molliche? Quando ogni problema che prima scorreva leggero e fluido come l’acqua ora è diventato pesante e velenoso come il mercurio. Il fondo è così, ed è una nostra percezione che ci costruiamo rispetto alle nostre esperienze. Ci è stato abituato a vivere nella 52esima strada di Manhattan e uscire solo con completi firmati ha una concezione di fondo diversa dall’operaio che sta asfaltando quella strada. E così come ti ho raccontato nel precedente articolo, mio papà non lavorava perché aveva piacere di farlo e solo quando è stato messo nella condizione di poter perdere il lavoro ha deciso di fare una svolta. Non sono cambiate le sue capacità, non è diventato più bravo o più competente di punto in bianco; ha sfruttato le sue capacità per ottenere un risultato diverso perché aveva toccato il suo fondo.
La svolta di fondo è sempre la più dolorosa e anche la più comune da riconoscere, infatti ci sono molte espressioni e modi di dire per questo fatto che ci capita di vedere o sentire.

Abbiamo visto che si fa una svolta per un perché abbastanza forte, e toccare il fondo è uno dei perché che ci smuove di più.

La svolta dello spettatore:

Poltroncine rosse, di fronte un pannello bianco pronto a ricevere milioni di colori proiettati apposta per te, che hai pagato il biglietto per il cinema. Sei spettatore della svolta altrui, chiamato ad emozionarti vivendo le scelte, i rischi e i premi di qualcun altro.
Questo non capita solo al cinema, capita ogni giorno, alcune volte lo vediamo più nettamente, altre volte ci sfugge perché siamo disattenti. Quel che conta è che l’emozione e l’entusiasmo altrui è spesso contagioso e, sopratutto dai cinema, usciamo carichi di immagini eroiche e positive.

Ci sono poche persone che decidono di svoltare dopo aver provato un perché che non avevano mai incontrato prima, spesso succede che la svolta dello spettatore resti sono nella mente, in quei 5 minuti che separano l’uscita del cinema dall’entrata nell’automobile. Insomma si gioca sulla motivazione e sull’emotività dell’individuo.
La pubblicità gioca molto su questo aspetto ma se c’è un detto che dice che “chi va con lo zoppo impara a zoppicare” significa che essere spettatori di qualcosa può farci cambiare parecchio. E in meglio si intende.

La svolta del facile:

L’essere umano è molto combattivo ma essendo sinceri, se possiamo ottenere qualcosa facilmente, lo facciamo.
Se così non fosse cose come la lotteria o il gratta e vinci non esisterebbero.
Però è approvato che le persone che ottengono dei risultati in modo semplice li apprezzano meno, non li valutano correttamente e spesso finiscono con il rovinare ciò che hanno ottenuto. E sulla rete si possono trovare molte storie di mirabolanti vincite milionarie bruciate in poco tempo.

Ecco che una delle svolte più comuni si basa sul principio inverso: smettere di cercare le cose facili e cominciare ad affrontare la realtà più difficile per ottenere di più.
Questa è una delle svolte più morbide e che cambiano non solo l’esperienza ma l’attitudine prima di tutto.
Questa è una delle svolte di cui non ci accorgiamo immediatamente, non sono pesanti e velenose come toccare il fondo, non sono immediate come la svolta da spettatore, durano perché hanno bisogno di molto tempo per essere messe in pratica. E anche se le prime due sono quelle che fanno più notizia e sono quelle che spesso ci vengono proposte dai mass media, la maggior parte di noi viene guidato dalla svolta del facile.

In questo modo non solo sappiamo che le svolte avvengono da un perché preciso, non solo sappiamo che si svolta grazie all’esperienza e all’attitudine ma possiamo capire che:

  • dobbiamo essere sempre d’esempio, non si sa mai chi ci guarda,
  • non dobbiamo giudicare le svolte altrui secondo la nostra esperienza, è opinabile e mai uguale a quella degli altri
  • tutto è possibile perché i limiti si riscrivono ogni giorno

Se vuoi cominciare a riscrivere i tuoi hai delle buone basi dopo aver letto questi 3 articoli e se vuoi puoi andare oltre con questo libro che è in grado di spiegarti cos’è l’Elemento Neutro, in cui ogni vincolo e ogni limite è solo teorico e legato alle tue esperienze limitanti.

Tutti cerchiamo una svolta, pochi ne sono consapevoli

Alex Sebastianutti

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