Più confidenza in sé stessi

Tutti conosciamo quella persona che dal nulla approccia gli sconosciuti, tutti conosciamo quella persona che non ha paura di stare davanti ad un platea di 500 persone. Ma oltre a conoscere il nome e il cognome di questa persona, sappiamo anche come riesce ad avere così tanta confidenza e fiducia in sé stesso?

La confidenza in sé stessi non è altro che un’attitudine che si può sviluppare quotidianamente con delle sane azioni ben precise. Certamente ci sono persone che sviluppano questo aspetto fin da piccoli e saranno più avvantaggiate, ma la maggior parte delle altre persone matura con il tempo, dopo il periodo chiamato adolescenza.

Per un motivo o per un altro facciamo fatica a trovare questo coraggio, questa sicurezza di cui abbiamo bisogno, che spesso ci fa perdere delle opportunità. Per cui qui sotto segue una lista con 6 importanti azioni per migliorare la fiducia e la confidenza in sé stessi.

1. In piedi! Pancia in dentro e petto in fuori!! 

Tutti lo sappiamo, pochi lo fanno. Purtroppo questa è l’azione più scontata ma più importante da tenere in considerazione. 3 anni fa, quando ho presentato per la prima volta i miei libri al pubblico, mi hanno sistemato dietro ad una cattedra leggermente rialzata, seduto su un sgabello scomodissimo. Me ne stavo rattrappito di fronte ad una centinaia di persone e la mia voce usciva flebile e insicura (me ne accorgo quando riguardo i video). Poi con la scusa di dover disegnare alla lavagna la “Strada di Maslow” mi sono alzato in piedi, ed è stato come se avessi cambiato universo.

2. Mani in tasca per insicuri nullafacenti

Non c’è niente di peggio che vedere una persona con le mani in tasca, in qualsiasi situazione. E ti dirò di più, porta sempre una penna o meglio un pennarello con te, non per giocarci (distrae te e il pubblico) ma per avere le mani occupate evitando di avere la tentazione di metterle in tasca. Da un amico ed esperto di public speaking ho imparato una cosa a proposito di penne e pennarelli, danno maggior rispetto alla persona che li brandiscono, si, un po’ come fosse una spada, aumenta la tua credibilità e l’influenza al pubblico. Sembra strano ma è così.

3. L’agitazione fa tabula rasa

Nulla di nuovo vero? Infatti anche questo punto è ben conosciuto, ma come sconfiggere l’agitazione? Soprattutto quando si è alle prime armi c’è un trucco in cui noi italiani siamo i migliori al mondo in assoluto: gesticolazione!!
Scaricate l’ansia e l’agitazione usando le vostre mani e le vostre braccia, aggiungete anche della mimica facciale per completare il quadretto e avete risolto il problema.
Le persone che vi sono attorno vi vedranno come oratori appassionati mentre voi state scaricando la vostra tensione. Tutto il mondo ci prende in giro per la nostra gesticolazione esagerata, ma poi loro la studiano anni a teatro, e noi andiamo via tranquilli fin dai primi anni di vita…perciò sfruttiamo questo punto a nostro favore!

4. Guardane pochi alla volta

Chi di voi si è già trovato davanti ad una platea (anche 20 persone sono sufficienti) e ha avuto il terrore di perdersi nello sguardo del pubblico? Gli occhi nervosi schizzano a destra e a sinistra, su e giù in maniera incontrollata, il panico e l’ansia crescono a dismisura e quando è ora di dire la prima parola non esce nulla. Per abbattere questa difficoltà ci vuole controllo e un pizzico d’immaginazione. Personalmente ho avuto lo stesso problema davanti ad un aula magna stipata di ragazzi, i miei occhi scivolavano tra i loro visi (a peggiorare la situazione è la loro indifferenza alla tua presenza), erano tanti, e io ero sotto pressione.
Così mi sono concentrato su di una riga sola di sedie, come se loro fossero il mio unico pubblico, come una sorta di meeting tra pochi amici. Ho proprio ignorato la presenza degli altri 500. E ho cominciato a parlare.
Ad ogni frase cambiavo riga di sedie, una alla volta, passo per passo, così non mi sono mai sembrati così tanti e la confidenza e la fiducia in me stesso non sono vacillate.

5. Mai e poi mai a braccia conserte

Nella maggior parte delle foto vediamo il boss di turno che conclude la sua performance incrociando le braccia in modo epico. Appunto perché è un segno di chiusura, come se ti fossi messo dentro ad una scatola. Non aumenta la confidenza in te stesso, anzi ti fa piegare la schiena, ti strozza il respiro e non ti permette di gesticolare; insomma reprimi tutto ciò che può ti può aiutare.
Partecipo a conferenze tutte le settimane, spesso anche dalla parte del pubblico, e noto questa “moda” degli speaker di incrociare le braccia quando vengono poste le domande al pubblico. E nessuno alza la mano, nessuno fiata. Logico! Il tuo linguaggio del corpo indica che la sessione è chiusa! Che ti aspetti??

6. Alla fine sta tutto nella mano

Per cui hai seguito tutti i consigli e immagino che ti sia trovato a tuo agio, perlomeno meglio di un tempo. E adesso arriva il momento dei saluti e… delle strette di mano.
Se sei pratico del gioco degli scacchi, la stretta di mano è proprio l’ultima mossa, quella in cui dirai “scacco matto”. Se sbagli non vinci la partita, il re se ne resta sul suo quadro incapace di muoversi e tu non hai vinto. Questo è quello che succede quando dimostri di essere fiducioso di te stesso, fai una bella figura mettendoti in gioco, e poi non stringi la mano alle persone che vengono per congratularsi con te. La tua mano è là, mezza morta, che viene sbatacchiata a destra e a manca facendoti sembrare un pupazzetto stanco.
I dettagli sono importanti e la stretta di mano è molto più di un dettaglio! Diventa il sigillo conclusivo di ceralacca rossa apposto sopra al tuo obiettivo raggiunto.
Dargli importanza!

Ti ho parlato di questo argomento perché io per primo ero molto insicuro di me stesso e di quello che potevo fare. Qualche anno fa, prima di pubblicare un articolo (scritto) lo facevo leggere a decine di persone (vicine a me) perché non sapevo se andava bene, se era tutto giusto, se mi ero spiegato. E spesso e volentieri nemmeno lo pubblicavo.
Il primo giorno in cui mi sono confrontato con un pubblico vero, faccia a faccia, sono andato in paranoia e mi sono dimenticato di dire metà delle cose.
Poi ho cominciato a seguire i consigli che trovavo in giro. Dopo 3 anni e un grandissimo miglioramento (sono riuscito a parlare di fronte a 10k persone, per 45 minuti, senza intoppi) ho deciso di condividere con te i consigli che più mi hanno aiutato con la speranza che possano essere d’aiuto a migliorare la tua fiducia e la confidenza che riponi in te stesso.

Concludo con una delle mie frasi personali che uso spesso alla fine dei miei interventi:

Per ottenere il paradiso devi prima essere disposto a morire!

Domani si parlerà di pulizia mentale, 5 azioni per riordinare e sistemare la nostra mente, non perdertelo!

Alex Sebastianutti
La bussola per arrivare dove vuoi tu

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